Il Ministro Chris Evans annuncia a Canberra, l'8 febbraio scorso l'entrata in vigore di nuove norme sull' immigrazione basate sulla effettiva esigenza occupazionale e sulla aderenza professionale agli standard australiani e lingua  inglese.

 

La nuova normativa australiana sull'emigrazione professionale non cambia nulla per quanto riguarda l'emigrazione italiana.

Conferma anzi quello che è sempre stato il pensiero dell'Associazione Italia-Australia

 

 

 

INVESTIRE IN AUSTRALIA IN OGNI SETTORE DALL'INDUSTRIA  PER LA LAVORAZIONE DEI MINERALI ALLA PRODUZIONE  MANIFATTURIERA  INNOVAZIONE INDUSTRIALE E TECNOLOGIA.

L'AUSTRALIA E' L'UNICO PAESE AL MONDO IN CUI OGNI INVESTIMENTO E'  SICURO

UN TEAM SPECIALIZZATO DI CONSULENTI DEI DUE PAESI CON SEDI  A ROMA E MILANO ED IN OGNI CITTA'  D'AUSTRALIA SONO A DISPOSIZIONE DEI SOCI DELL'ASSOCIAZIONE ITALIA - AUSTRALIA  L'UNICA  ORGANIZZAZIONE ITALO AUSTRALIANA IN ITALIA DAL 1976 A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ASSOCIATI.

 

 

 

 

Al termine del suo soggiorno in Australia, il presidente dell’Associazione Italia- Australia, Vincenzo Romiti,  commentando le recenti disposizioni  in materia di visti di emigrazione, ha affermato che per quanto riguarda l’interesse degli italiani ad emigrare in Australia queste norme  confermano quello che e’ stato da sempre il pensiero dell’Associazione ed i suoi  agenti di fiducia  di emigrazione  per quanto riguarda l'emigrazione professionale italiana.

Gli  italiani che scelgono l'Australia per il loro futuro e quindi vi vogliono  emigrare   devono essere preparati ad avere un piano basato su fatti sicuri e concreti ed avere  disponibilità finanziarie sufficienti alla  sua  realizzazione.

In concreto la normativa che nel corrente anno sarà gradualmente introdotta prevede che il riconoscimento  professionale sia basato su un certo numero di anni , mediamente da due a tre, di studi universitari svolti presso università australiane selezionate a questo scopo.

Niente di nuovo, per quanto riguarda l’emigrazione italiana, ha commentato Vincenzo Romiti.  L’Italia è un paese di  in cui i laureati sono quelli che più a stento riescono ad introdursi nel mondo del lavoro e soprattutto a ricavarne le soddisfazioni che si attendevano.   

Sono costoro che a centinaia, ogni anno si rivolgono attraverso l’Associazione ad agenti di emigrazione di fiducia per emigrare in Australia.

La risposta e’ sempre stata basata, senza attendere la nuova normativa, sul fatto che l’Australia non e’ un’appendice dell’Italia, ma è un grande paese  anglosassone  di cui se non si conosce molto bene  non solo la lingua ma la cultura,  i livelli e gli  standard professionali  è completamente inutile pretendere di sfondare e quindi di fare domanda di emigrazione.

La nostra risposta è sempre stata:  cominciare con il visto di studio.

Adesso la normativa australiana ha reso ben chiaro che  ci sono possibilità contingenti per medici ed ingegneri e professionisti  IT , ma  il loro inserimento  nel mondo del lavoro deve essere preceduto da due o tre anni di studio universitario in Australia.

E’ costoso? Si relativamente lo e’, ma è anche consentito  lavorare e studiare e  quindi gradualmente entrare nella società professionale e produttiva australiana.

In un mondo altamente industrializzato e professionalmente  avanzato come l’Australia come si fa  a pretendere di entrarvi senza una laboriosa e sudata preparazione?  Senza un minimo di mezzi di sostentamento personale ?

Al di fuori di una preparazione profonda  e mezzi adeguati,   gli italiani che vanno in  Australia in cerca di lavoro,   possono ritrovarsi come dei "vu comprà ".

Questa è la realtà che l'Associazione Italia-Australia cerca di fare entrare nel concetto che gli italiani in generale, sovente,  hanno dell'Australia.

Gli studenti italiani  devono guardare all’Australia prima di impegnarsi a pagarsi a frequentare e pagare  i propri  studi universitari in Italia.

Hanno a disposizione il visto vacanza lavoro, in dodici mesi possono girare l’Australia, orientarsi e decidere se spendere i soldi per pagare corsi universitari in Italia o in Australia dopo che sul posto si sono convinti che l’Australia è meglio dell’Italia per il  loro futuro professionale.   

E, certamente lo è ha detto il presidente  Romiti.  A costoro  l’Associazione può essere utile con  informazioni e consigli fatti da una esperienza che data dal 1976 anno di fondazione dell'Associazione e che li conducano passo a decidere sulla strada da intraprendere in Australia.

Al di fuori di questo schema, ce’ l’altro schema quello dell’impiego garantito da un contratto di lavoro che  consenta di accedere ad una domanda di emigrazione che abbia possibilità di rapido successo.

L’ Australia, in questa crisi globale si è confermata come  la Svizzera dell’Asia Pacifico. 

Per l’imprenditoria italiana, ha detto Romiti,  l’Australia è forse l’unico paese al mondo in cui si possa con sicurezza investire se si possiede  tecnologia e  capitali . 

Altro che aprire succursali nei paesi dell’est  europeo e tantomeno in Cina.  Dall’Australia possono  esportarsi in tutto il mondo asiatico e  pan oceanico , USA inclusa,  manufatti e prodotti finiti che l’imprenditoria italiana in Australia potrebbe produrre nella più assoluta sicurezza  di non vedersi clonata come succede in Cina,  di vedere la propria produzione accettata in tutto il mondo come genuina, consistente ed a norma e  di non avere mai il fiato sospeso sull’evolversi negativo della politica locale. I costi della mano d'opera? Cominciamo con il dire che il dollaro australiano è gà un vantaggio con l'euro   mediamente al   30-40 per cento di valore in più sul dollaro australiano. E poi chi dice che la mano d'opera cinese sarà sempre sottopagata rispetto ai paesi civili?  Inoltre l'Australia è la fonte mondiale di tutte le materie prime dall'agricoltura ai minerali di ogni genere al petrolio, alle fontio energetiche alternative.

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