
Il commercio alimentare globale è regolato da norme, standard e protocolli sempre più precisi, che impongono alle aziende produttrici di dimostrare un elevato livello di affidabilità e controllo dei propri processi.
In un momento storico caratterizzato da globalizzazione, crisi di fiducia e sensibilità crescente verso la trasparenza delle filiere, la certificazione BRCGS rappresenta una attestazione necessaria per poter operare con retailer, distributori e partner internazionali.
Ottenere e mantenere questo riconoscimento rappresenta un segnale di solidità gestionale e di impegno verso la sicurezza, qualità, autenticità e legalità alimentare.
La crescente interconnessione tra i mercati, unita alle politiche di sicurezza alimentare definite dall’Unione Europea e dagli organismi globali come la FAO e l’EFSA, ha reso la certificazione uno strumento indispensabile per garantire la fiducia dei consumatori e dei clienti B2B.
Tratteremo questo argomento con Federico Pucci di Sistemi & Consulenze che ci spiegherà come la Certificazione BRC può diventare un vantaggio competitivo per l’export.
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Perché sono importanti le certificazioni alimentari per il mercato globale
La produzione alimentare contemporanea si fonda su una catena di fornitura complessa e globalizzata, in cui le materie prime e i prodotti finiti attraversano numerosi passaggi prima di raggiungere il consumatore finale. Le certificazioni alimentari volontarie riconosciute a livello internazionale, rappresentano uno strumento di garanzia condiviso e universalmente riconosciuto.
La loro importanza deriva dalla necessità di assicurare uniformità nei requisiti di sicurezza, qualità, autenticità, legalità e tracciabilità lungo l’intera filiera.
I retailer e le multinazionali del settore alimentare, da Walmart a Carrefour, richiedono ai fornitori la conformità a standard GFSI come prerequisito per la collaborazione commerciale. Senza una certificazione di questa levatura, l’accesso ai mercati esteri risulta estremamente limitato, con una conseguente perdita di competitività.
Le certificazioni alimentari rappresentano anche un linguaggio comune che supera le differenze normative tra i Paesi. L’armonizzazione dei requisiti consente alle imprese di evitare duplicazioni di audit e di ridurre i costi di compliance, favorendo la fiducia reciproca lungo la catena del valore.
Secondo il rapporto GFSI (Global Food Safety Initiative), oltre il 75% delle catene distributive globali accetta esclusivamente fornitori certificati BRCGS, IFS, FSSC 22000 e GlobalGap, a conferma della centralità di questi schemi nella gestione delle relazioni commerciali internazionali.
Dal punto di vista dei consumatori, le certificazioni offrono una garanzia tangibile di sicurezza e trasparenza. In un’epoca di crescente attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale, esse rafforzano il legame tra qualità del prodotto e fiducia nel marchio.
I requisiti obbligatori della Food Safety
La sicurezza alimentare è disciplinata da un insieme di regolamenti e leggi cogenti che stabiliscono le basi per la produzione, la trasformazione e la distribuzione degli alimenti.
Il Regolamento (CE) 178/2002, che istituisce l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), definisce i principi generali della legislazione alimentare e sancisce la responsabilità primaria degli operatori.
Il Regolamento (CE) 852/2004 impone l’adozione di buone pratiche igieniche e del sistema HACCP, mentre il Regolamento (CE) 853/2004 disciplina i requisiti specifici per i prodotti di origine animale.
Il Regolamento (UE) 1169/2011, dedicato all’etichettatura, assicura la trasparenza verso i consumatori, mentre il CFR Title 21 della Food and Drug Administration (FDA) regola i requisiti per l’accesso al mercato statunitense.
L’applicazione coerente di queste normative rappresenta il fondamento della Food Safety Culture, concetto riconosciuto anche dal Codex Alimentarius, che sottolinea l’importanza del comportamento umano e della consapevolezza aziendale nella prevenzione dei rischi.
Che cosa è un sistema di gestione per la sicurezza alimentare?
Un sistema di gestione per la sicurezza alimentare è l’insieme di politiche, procedure e controlli progettati per garantire che gli alimenti siano sicuri e conformi ai requisiti legali.
La ISO 22000:2018 rappresenta il modello internazionale di riferimento e integra i principi dell’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) con l’approccio gestionale basato sul miglioramento continuo.
Essa stabilisce un linguaggio universale che facilita la comunicazione tra tutti gli attori della filiera alimentare.
L’integrazione dei principi della ISO 22000 negli standard BRCGS e IFS consente di passare da un approccio reattivo a uno proattivo, in cui la prevenzione sostituisce la correzione.
Ciò significa che l’organizzazione analizza i rischi, valuta la probabilità di accadimento e attua misure preventive prima che si verifichi un problema.
I vantaggi operativi di un sistema di gestione efficace sono evidenti: maggiore efficienza, riduzione degli sprechi, miglior tracciabilità e ottimizzazione delle risorse.
Le aziende certificate si distinguono per la capacità di rispondere rapidamente alle richieste dei clienti e alle evoluzioni normative, preservando la propria reputazione sul mercato globale.
Inoltre, la digitalizzazione dei processi, la raccolta dati in tempo reale e la verifica continua dei parametri igienico-sanitari stanno trasformando il modo in cui la sicurezza alimentare viene gestita, rendendo il sistema sempre più predittivo e scientificamente fondato.
Il ruolo di GFSI
La Global Food Safety Initiative (GFSI) ha ridefinito il concetto stesso di fiducia nella filiera alimentare. Nata nel 2000, la GFSI ha introdotto un sistema di benchmarking che consente di valutare e riconoscere gli standard di certificazione equivalenti, riducendo la frammentazione normativa e gli audit ripetitivi.
Gli standard approvati, come BRCGS, FSSC 22000, IFS, Global Gap e SQF, garantiscono un livello di sicurezza paragonabile e sono accettati dalle principali catene distributive a livello mondiale.
La GFSI non redige standard, ma stabilisce i criteri di riferimento per il loro riconoscimento. Tale approccio ha favorito la creazione di una piattaforma internazionale di collaborazione, in cui produttori, retailer e organismi di certificazione condividono obiettivi comuni di trasparenza e miglioramento continuo.
Oggi, GFSI rappresenta una rete globale che coinvolge oltre 120 Paesi e milioni di operatori, contribuendo a elevare gli standard di sicurezza e a ridurre gli incidenti alimentari.
Norme e standard di certificazione alimentare
Il quadro delle certificazioni riconosciute GFSI include standard che coprono diverse fasi della produzione e distribuzione.
La BRCGS Food Safety si concentra sulla sicurezza dei prodotti finiti e dei processi industriali, la IFS Food sulla gestione dei processi produttivi e sulla valutazione dei fornitori, mentre la FSSC 22000 integra la ISO 22000 con i requisiti tecnici della serie ISO/TS 22002. Il GlobalG.A.P. riguarda la produzione primaria e promuove pratiche agricole sostenibili e tracciabili.
Accanto a questi, la ISO 9001 per la gestione della qualità e la ISO 14001 per l’ambiente rappresentano strumenti complementari che possono essere integrati per sviluppare un sistema di gestione più ampio e coerente.
Le aziende che adottano più standard in modo sinergico rafforzano la propria credibilità, migliorano l’efficienza e riducono i costi legati alla duplicazione dei controlli.
Tali schemi, riconosciuti e accettati a livello internazionale, contribuiscono a creare un ecosistema produttivo più sostenibile, in linea con le politiche europee sul Green Deal e la sicurezza dei consumatori.
Requisiti di certificazione alimentare per l’erogazione dei servizi
Anche gli operatori non produttori, come broker, importatori e distributori, rivestono un ruolo determinante nel garantire la conformità dei prodotti.
Gli standard BRCGS Agents and Brokers e IFS Broker definiscono le linee guida per assicurare la tracciabilità, la qualifica dei fornitori e la verifica della conformità delle merci acquistate e rivendute.
Gli attori della distribuzione e movimentazione degli alimenti hanno invece a disposizione gli standard IFS Logistics e BRCGS Storage and Distribution.
In un sistema di filiera estesa, la gestione dei rischi lungo i passaggi commerciali è essenziale per evitare frodi o contaminazioni.
La certificazione di questi operatori contribuisce a costruire un sistema alimentare dell’intera filiera più sicuro e controllato, garantendo che ogni fase, dalla produzione al commercio, rispetti standard omogenei e verificabili per la sicurezza, qualità, autenticità e legalità alimentare.
Vantaggi di ottenere una certificazione alimentare
Ottenere una certificazione alimentare non è un semplice attestato di conformità, ma un vero e proprio strumento di sviluppo aziendale.
Le imprese certificate BRCGS Food ad esempio, registrano miglioramenti significativi in termini di efficienza, riduzione dei costi di non qualità e ampliamento del portafoglio clienti. Il riconoscimento internazionale facilita la partecipazione a gare d’appalto, partnership con retailer e accordi di fornitura transnazionali.
Dal punto di vista operativo, l’introduzione di procedure standardizzate riduce la variabilità dei processi e aumenta la capacità di controllo.
L’audit annuale rappresenta un’occasione di confronto tecnico e di aggiornamento continuo sulle migliori pratiche del settore, favorendo la crescita della cultura aziendale. La consapevolezza e la responsabilità diffusa tra i dipendenti generano un ambiente di lavoro più coeso, innovativo e orientato alla qualità. La sicurezza, qualità, autenticità e legalità alimentare, diventa così un valore condiviso e una leva di competitività internazionale.
